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| La
Storia della Città di Lucera |
inglese |
Di
remotissima origine, Lucera ebbe grande importanza
sin dagli albori della storia; del suo splendore,
infatti, parlano nei loro scritti Polibio,
Plinio, Eliano, Aristotele, Cicerone, Cesare,
Livio ed altri ancora.
Vari studi hanno rivelato la presenza di resti
di epoche diverse: dal neolitico all'età
del bronzo, a quella dei greci, dei dauni
e dei sanniti fino all'epoca romana e imperiale.
Pare che il nome LUCERA le derivi dal posto
ove fu ubicata: luc (bosco) e eri (sacro),
due radici etrusche, donde poi Louceria e
quindi Lucera dei nostri tempi.
Alleata di Roma fin dalle guerre sannitiche,
fu poi elevata a colonia di diritto latino;
ossia città con larga autonomia, con
propri magistrati, con diritto di coniare
monete e quindi con ampi privilegi specie
in materia fiscale.
Nell'Alto Medioevo, sotto il dominio dei Longobardi,
Lucera dipese dai duchi di Benevento che la
elevarono a sede del Castaldato. Conquistata
dai francesi e riconquistata successivamente
da Grimoaldo, passò infine sotto il
dominio dei bizantini. Sede del 'catapano',
da cui prese il nome la Capitanata, sotto
il successivo dominio normanno la città
si arricchì notevolmente fino a quando,
nel 1200, legò il suo nome alla casa
sveva che le fece vivere il periodo storico
più memorabile.
Qui Federico II trasferì, tra il 1222
e il 1223, |ben 60 mila saraceni che fecero
del luogo un centro mussulmano (in Italia)
con moschee, harem e costumanze arabe. Fedele
al suo Imperatore che a sette miglia dalle
sue mura, in Castelfiorentino, si spense il
13 dicembre 1250, Lucera conobbe periodi di
splendori culturali ed artigianali fino a
quando, dopo la battaglia di Benevento nel
1266, fu espugnata dai d'Angiò che
le cambiarono il nome in 'Città di
Santa Maria' a ricordo della sconfitta degli
infedeli mussulmani.
Dopo aver fatto trucidare in un bagno di sangue
circa 20 mila saraceni, i d'Angiò modificarono
parzialmente il castello già costruito
da Federico II (è di quest'epoca la
Torre della Regina o della Leonessa), sui
resti della moschea fecero erigere la cattedrale
e, a poca distanza, la bellissima chiesa di
San Francesco ove poi svolse il suo apostolato
il poverello di Lucera Francesco Antonio Fasani,
detto semplicemente 'Il Padre Maestro' (canonizzato
da Giovanni Paolo II il 13 aprile 1986).
Punto di riferimento delle azioni guerresche
all'epoca della lotta tra Giovanni I e il
cognato Ludovico d'Ungheria, Lucera arrivò,
in un clima di rinnovata vita civile ed economica,
al nuovo ordinamento municipale. Arricchita
della istituzione della Regia Audientia Provincialis,
supremo tribunale civile e penale della Capitanata
e del Contado del Molise che tanta parte ebbe
nella storia successiva della città,
Lucera fu poi ancora teatro di aspre lotte
tra Francesi e Spagnoli che, dopo la battaglia
di Cerignola, si rivolsero a favore di quest'ultimi.
Dopo un lungo periodo in cui si registrò
un lento decadimento politico, la città
cadde sotto il dominio borbonico che cessò
nel 1806 con il ritorno del governo Francese.
Fatale fu per Lucera quell'anno perché
da allora l'antica capitale della Daunia cessò
di essere capoluogo della Capitanata e del
Contado del Molise e sede della Regia Udienza
Provinciale.
Due anni più tardi, nel 1808, a Lucera
fu restituito il Tribunale di prima istanza
attorno al quale - e al Real Collegio che
per alcuni anni fu sede di cattedre universitarie
di diritto, di medicina e chirurgia e di agraria
- si forgiarono uomini che furono poi promotori
di idee innovatrici e di fervori politici
e culturali di vasta portata. Nacquero così
alcune associazioni, tra cui la "Propaganda",
con aspirazioni libertarie e con l'intento
di unire la Patria.
Tra il finire dell'800 e l'inizio del '900
si incrementarono le industrie molitorie e
di laterizi, furono aumentate le colture cerealicole
e ortofrutticole, s'incrementò il patrimonio
zootecnico (influì molto la transumanza
anche perché Lucera, a cui faceva capo
un famoso tratturo regio, fu sede della Dogana)
e, con l'inaugurazione, nel 1887, della stazione
ferroviaria, si costituirono alcune banche
locali.
Con tanti fervori in atto, la popolazione
acquistò una maggiore sensibilità
politica e civile e nel 1909 fu fondato un
partito di ispirazione socialista guidato
da un contadino, Michele Ferrone, che fu poi
eletto sindaco della città. Portavoce
delle istanze più avanzate della città
fu|il giornale 'Il Foglietto', fondato da
Gaetano Pitta, che registrò memorabili
campagne elettorali delle quali furono vivaci
protagonisti, nel Collegio di Lucera, Ruggero
Bonghi e Antonio Salandra.
Dopo la Prima Guerra Mondiale si acuirono
i contrasti tra le classi sociali che determinarono
una intensa vita politica locale; la quale
si attenuò soltanto con l'avvento del
fascismo al quale Lucera aderì parzialmente
e quasi solo formalmente perché non
furono mai smorzati, tra gli abitanti di questa
antica terra dei dauni, gli aneliti di libertà.
Quella successiva è storia dei nostri
giorni.
La città, che fino a 30 anni fa era
circoscritta dalla strada della circumvallazione,
ora si è estesa più del doppio
verso la periferia ove sono nati grossi quartieri
come Santa Maria delle Grazie (con 10 mila
abitanti) ove ogni mercoledì si svolge
il mercato settimanale, Lucera Due, Rione
Cappuccini, Quartiere Pezza del Lago, Rione
Ferrovia, Zona Porta Croce e Rione Salnitro
che abbraccia tutta la zona oltre Porta Foggia.
Oggi, infatti, Lucera conta circa 40 mila
abitanti, con oltre 40 mila presenze giornaliere
per i numerosi studenti e lavoratori pendolari
provenienti dal Subappennino del quale Lucera
è il centro naturale, ed è sede
di Tribunale, di scuole di ogni ordine e grado,
della Curia Vescovile Lucera - Troia, di uffici
finanziari (Ufficio delle Entrate e Coservatoria
dei Registri immobiliari), del Commissariato
di P.S., della Compagnia dei Carabinieri,
di Distretto Scolastico, di un ospedale intitolato
al lucerino 'Francesco Lastaria', di una Segreteria
comunale di classe 1/B, di un ricco museo
civico intitolato a Giuseppe Fiorelli, della
biblioteca comunale Ruggero Bonghi con oltre
100 mila volumi tra cui preziosi incunabili,
di un Convitto Nazionale e di molte altre
istituzioni.
Ha numerosi monumenti (il Castello Svevo Angioino,
l'Anfiteatro romano, la Chiesa Cattedrale
del 1300, la chiesa di San Francesco coeva
alla Cattedrale, etc.), interessanti costruzioni
e un 'centro storico' che è tra i più
belli dell'Italia Meridionale. Sono in corso
i lavori di recupero del bellissimo teatro
comunale 'Garibaldi' che è una copia
più piccola del Petruzzelli di Bari.
Collegata con una superstrada a quattro corsie
con Foggia che dista appena 18 chilometri,
Lucera sorge a pochi chilometri dal verdeggiante
preappennino Dauno e dal maestoso Gargano
ed è collegata a Campobasso da una
superstrada a scorrimento veloce (la Fondovalle)
che viene percorsa anche da quanti dalla Capitanata
vogliono raggiungere la Capitale senza fare
il lungo giro per Napoli o per Pescara.
Tra l'altro, a cura del Centro Nuova Cultura
a Lucera si pubblica il periodico d'informazione'IL
CENTRO, Giornale di Lucera' che è da
considerarsi il dolce filo attraverso il quale
mantengono i loro legami affettivi con la
natia terra i lucerini sparsi, per ragioni
diverse, nelle più svariate parti del
Mondo. Ultimamente viene pubblicato il periodico
d'informazione on line 'LA GAZZETTA DI LUCERA'.
Raffaele
Montanaro
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Mercoledi` 10 Marzo 2010
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Oggi ricorre: S. Simplicio I papa
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