| Il patrimonio librario della Biblioteca del Seminario
Vescovile di Lucera (già Biblioteca Vescovile)
consta di 10.000 volumi, tra opere di letteratura,
teologia, diritto canonico, diritto civile, filosofia,
mariologia, prediche, schemi di omelie, trattati di
erudizione, raccolte di apoftegmi (citazioni letterarie).
Circa 100 le cinquecentine (oggetto della presente
mostra) e circa 150 le seicentine. La cinquecentina
più antica e un’Opera Omnia di Francesco
Petrarca, edita a Venezia nel 1503. Unica l’edizione
“aldina”, edita a Venezia da Aldo Manunzio.
Tra le rarità della mostra, due volumi manoscritti:
un Vocabolario Italiano-Arabo del missionario Vincenzo
di Lecce, datata 1769 e un commento ad un libro del
Trattato di diritto civile di Giulio Capone, redatto
dal chierico Giovanni Francesco Bonante del 1655.
Queste alcune delle opere a stampa più importanti. |
Ubicazione: Piazza Duomo n. 13,
scalinata destra dell’atrio del Palazzo vescovile.
Superficie espositiva: 600 mq.
Orari di apertura: lunedì,
mercoledì, sabato e domenica ore 10.00 –
12.30,
su prenotazione anche gli altri giorni, sempre nelle
ore antimeridiane.
Visite guidate a cura dell’Associazione
culturale "Terzo Millennio"
Nel bookshop è possibile acquistare
pubblicazioni e guide turistiche
Per informazioni e prenotazioni tel.
0881.520882 – 338.7097139;
e-mail: museodiocesanolucera@yahoo.it.
I musei e le pinacoteche della Diocesi di Lucera-Troia
vogliono far conoscere a tutti la cultura, l’arte,
la fede e l’amore espresso nel tempo attraverso
oggetti sacri a servizio della liturgia, sia dalla
Chiesa, sia dai fedeli, che con speciale sollecitudine
si sono sempre prodigati affinché la sacra
suppellettile servisse con la sua dignità
e bellezza al decoro del culto.
Il Museo diocesano di Lucera custodisce preziosi
e significativi cimeli di arte sacra, tra cui gran
parte del Tesoro dell’Archivio Capitolare:
• il camice di lino con ricami, la stola e
il cappello del Beato Agostino Kazotic (sec. XIV);
• un reliquario a pisside in diaspro sanguigno
rosso e rame dorato, con coralli e perle, sostenuto
da un supporto metallico in ottone, di artista arabo-siculo
della metà del secolo XIII;
• un dittico (coperta di evangelario) in lamine
d’argento dorato della seconda metà
del secolo XIV, annoverato tra le opere più
rare dell’antica oreficeria della città
di Sulmona;
• un reliquiario in bronzo dorato di Papa
Pio V della seconda metà del secolo XVI,
con prezioso elemento di cristallo di rocca tagliato
a brillante e ambra;
• un calice detto del B. Agostino Casotti
in bronzo dorato e argento della seconda metà
del XVI secolo;
• un armadio-cappella contenente l’altare
in legno dorato appartenuto alla famiglia del Vescovo
Freda (sec. XVIII-XIX).
Tra le sculture, destano interesse:
• una statua in pietra colorata raffigurante
la Madonna del melograno (sec. XIV)
• un trittico marmoreo proveniente da un cenotafio
smembrato, con al centro una lastra raffigurante
la Madonna delle Stelle (sec. XIV).
Notevoli le raccolte di reliquie e di opere pittoriche,
provenienti in gran parte da chiese e conventi soppressi,
tra cui due oli su tavola del XVI secolo:
• la Madonna delle Grazie di Carlo Tolentino
• la Madonna della Pietà di Francesco
da Torremaggiore.
Imponente la collezione di argenti dei secoli XVIII-XX:
• pastorali, candelieri, ostensori, calici,
pissidi, patene, navicelle, reliquiari, cartegloria,
croci, turiboli, brocche, bacili, vasi d’altare
e legature di libri liturgici.
Di pregio è anche l’arredamento dei
saloni:
• tavoli e porte, poltrone, tendaggi, lampadari
in legno, bronzo e ferro battuto, scrivanie, librerie,
armadi e salotti (sec. XVIII-XX).
Incantevole la visuale che si gode dall’interno
di alcuni saloni del museo, i cui balconi affacciano
sulla piazza del Duomo, proprio di fronte al prospetto
della Basilica Cattedrale, la quale, dopo i recenti
lavori di restauro, appare come «un immenso
ostensorio offerto all’adorazione dei secoli».
(m.m.)
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